Introduzione al linguaggio Keigo in Giapponese

Author Anna Baffa Volpe for article 'Introduzione al linguaggio Keigo in Giapponese'

Anna Baffa Volpe

11 min di lettura

Introduciamo oggi uno degli aspetti che a mio parere caratterizzano maggiormente la lingua giapponese: il Linguaggio Keigo ((けい)()).

Vediamo il significato del termine e i gruppi in cui si sviluppa. E’ uno degli aspetti più affascinanti della lingua, in quanto ci porta ad esplorare il mondo delle relazioni sociali tra giapponesi, dei rapporti che intercorrono tra le persone e del linguaggio che viene utilizzato nelle svariate situazioni.


Significato di Keigo

Keigo rappresenta il linguaggio onorifico, aulico e comprende tutte quelle espressioni che denotano rispetto, stima e anche deferenza da parte di chi parla verso l'interlocutore oppure verso terze persone.

Viene anche utilizzato attraverso espressioni di umiltà, dove in qualche modo si abbassa il proprio status e si valorizza quello altrui.

La parola è composta dai 2 kanji:

  • (けい) indica il rispetto, la riverenza, la stima
  • () si riferisce alla lingua, alla parola, al linguaggio

Rapporti interpersonali in Giappone

Per entrare nel merito del Keigo è importante richiamare 2 concetti che ritornano spesso nei nostri post, in quanto elementi base dei rapporti interpersonali in Giappone:

(うち)(そと), uchi e soto
  • (うち) vuol dire dentro e racchiude la cerchia di persone con cui si ha confidenza e intimità, familiari, parenti, amici.
  • (そと) significa fuori e comprende tutte le persone al di fuori di uchi, conoscenti, estranei con cui si utilizza un linguaggio formale.
Il linguaggio keigo offre espressioni di cortesia e rispetto verso l’altro e nello stesso tempo crea e denota distanza

Superiore o inferiore

Altro aspetto importante riguarda la distinzione giapponese tra superiore e inferiore.

In alcuni contesti tale differenza è naturale. Pensiamo ai fratelli o alle sorelle maggiori o minori per cui esistono termini ben distinti oppure alle persone anziane.

(ねん)(れい) indica l'età come primo elemento che crea distinzione tra "superiore" e "inferiore"

La gerarchia aziendale, i ruoli sono tutti elementi importanti per comprendere quale linguaggio ed espressioni risultano più adeguate.

(じょう)()(かん)(けい) sono le relazioni gerarchiche

Utilizziamo verso il Presidente dell'azienda e verso i superiori forme onorifiche e di cortesia, rispetto ai nostri colleghi con cui possiamo utilizzare un linguaggio non-keigo caratterizzato dal verbo in forma piana e da uno stile colloquiale.

Riporto i 3 principali gruppi in cui viene suddiviso generalmente il linguaggio Keigo.

Sonkeigo: linguaggio onorifico

Le espressioni che rientrano nel linguaggio onorifico, vengono utilizzate quando colui che parla vuole esprimere rispetto verso l'interlocutore, ma anche verso una persona non presente.

  • (そん)(けい) significa rispetto, riverenza, stima
  • () lingua, parola, linguaggio
(せん)(せい)(そん)(けい)します。

Nutro stima verso l’insegnante.

(せん)(ぱい)(こう)(はい) Senpai e Kōhai, lo studente più anziano e quello più giovane, il mentore, il maestro e l'allievo

Prefissi e Suffissi onorifici

Troviamo nel Sonkeigo l’utilizzo di suffissi onorifici che già conosciamo e sono:

  • さん san viene utilizzato anche in un linguaggio di cortesia: (やま)()さん, il Signor Yamada
  • sama esprime un grado di rispetto e cortesia maggiore rispetto a さん e viene utilizzato anche accanto al nome del destinatario in una lettera:
  • (しゃ)(ちょう)(さま), Signor Presidente
  • ()(なか)()(ろう)(さま), Signor Tanaka Tarō

Sono di uso comune anche i prefissi onorifici di cui ricordiamo:

  • o + sostantivo: お()さん, Suo figlio
  • go + sostantivo: ご(りょう)(しん) i Suoi genitori

Sonkeigo e forma passiva

Un utilizzo della forma passiva del verbo si trova con il linguaggio Sonkeigo.

Apprendere e utilizzare la forma passiva ci offre un’occasione per enfatizzare la cortesia e il rispetto verso il nostro interlocutore andando così oltre la forma in masu che di per sè è già un ottimo modo di esprimersi in modo formale e cortese.

2 esempi con la forma in masu e la forma passiva onorifica

(ちゃ)()みますか。

Bevi (beve) e un tè?

(ちゃ)()まれますか。

Gradisce e un tè?

Verbi che cambiano forma nel Sonkeigo

Molti verbi di uso quotidiano cambiano forma in un contesto dove è adeguato l’utilizzo del Sonkeigo.

  • ()べる e ()む diventano ()()がる
  • ()くoppure いる e ()る diventano いらっしゃる
  • ()う diventa おっしゃる
  • する diventa なさる

Sonkeigo e verbo なる

Ecco un altro utilissimo utilizzo di questa forma che prevede l’uso della base in "i" per i verbi godan unita alla particella に e al verbo なる diventare.

prefisso onorifico お+base verbale in i+になる
  • ()く diventa お()きになる
  • ()む diventa お()みになる

Per queste forme si preferisce in genere la forma cortese in masu.

Vari modi per fare la stessa domanda.

Riporto un esempio nelle varie forme: esci? esce?.

  • ()かけるの? forma piana colloquiale
  • ()かけますか。 forma cortese in masu
  • ()かけられますか。 forma sonkeigo nella passiva
  • ()かけになりますか。forma sonkeigo uso di になる
  • ()かけになられますか。 forma sonkeigo uso di になられる, il verbo なる nella sua forma passiva

Convenevoli e Sonkeigo

In molte formule di saluto troviamo il linguaggio Sonkeigo.

  • いらっしゃいませ: saluto di benvenuto in un locale o negozio verso il cliente che vi entra; いらっしゃい è la sua versione meno formale
  • (やす)みさない: (le auguro) un buon riposo, buona notte
  • (せい)()になります è un'espressione molto utilizzata nella lingua e a seconda della situazione vuol dire la ringrazio, le sono grato, mi affido a lei
Il linguaggio Sonkeigo valorizza l'azione dell'altro.

Linguaggio Kenjōgo di umiltà

Nel caso del linguaggio Kenjōgo , colui che parla esprime rispetto e cortesia verso il suo interlocutore, utilizzando forme che denotano ed enfatizzano il senso di umiltà in prima persona e accentuano l'importanza dell'altra persona.

Colui che parla si riferisce a cose o eventi riguardanti se stesso oppure la sua cerchia uchi, di membri della propria famiglia.

  • (けん)(じょう) è una parola che significa umiltà, modestia
  • () è la parola, la lingua, il linguaggio

Verbi che modificano la forma nel Kenjōgo

Come avviene per il Sonkeigo, anche il linguaggio di umiltà Kenjōgo presenta alcuni verbi in una nuova forma.

  • ()くe ()る diventano (まい)mairu
  • いる diventa おる oru
  • ()う si trova come (もう)mōsu oppure (もう)()げる mōshiageru
  • する diventa (いた)itasu
  • ()う si trova come お()にかかる o me ni kakaru
  • (おも)う e ()る diventano (ぞん)ずるzonzuru
  • ()く nel significato di chiedere, domandare diventa (うかが)utagau
()にかかれて(うれ)しかったです。

E' stato un piacere incontrarla.

Vi sono altri verbi che cambiano forma nel linguaggio Kenjōgo, ho riportato alcuni tra i più utilizzati.

Kenjōgo e verbo する

La forma è composta dalla base in “i” per i verbi godan unita al verbo するfare che si trova in genere nella forma cortese in masu.

prefisso お+base verbale in i+する
  • ()く diventa お()きします
  • ()う diventa お()いします

Forma causativa e Kenjōgo

La forma causativa viene utilizzata per esprimere un’azione che si fa compiere ad un'altra persona.

(せん)(せい)(せい)()()()(そう)()させた。

L’insegnante ha fatto pulire l’aula agli studenti.

Questa forma utile si ritrova anche nel linguaggio Kenjōgo, in particolare nella sua forma in te unita al verbo (いただ)ricevere.

  • La sfumatura nella traduzione è lei mi permette di fare qualcosa.

Ad esempio al telefono, ci troviamo a prenotare un volo o un alloggio e l’operatore afferma:

(やま)()さまのご()(ぼう)どおりに、ご()(やく)させていただきました。

Abbiamo fatto la prenotazione come da Sua richiesta Sig. Yamada.

  • Ci siamo permessi di fare la prenotazione...
  • Notiamo in questa frase:
  • il suffisso onorifico さま riferito alla persona,
  • il prefisso onorifico ご riferito a sostantivo prenotazione, la Sua prenotazione
  • e la forma causativa con valore onorifico

Convenevoli e Kenjōgo

Molte espressioni di uso comune contengono le forme del Kenjōgo .

  • quando mi presento in genere dico:
はじめまして、アンナと(もう)します。

Piacere, sono Anna.

  • in risposta al grazie ありがとうございます si sente いいえ、どういたしまして, non c'è di che, prego.
  • (よろ)しくお(ねが)(いた)します si usa molto anche alla fine di una comunicazione scritta: distinti saluti, cordialmente e viene usata la forma (いた)します al posto di します.
    Il linguaggio Kenjōgo pone l'attenzione sul senso di umiltà di colui che parla verso l'altro.

Linguaggio di cortesia Teineigo

Arriviamo alla terza forma delle espressioni di cortesia e rispetto verso l'altra persona: il (てい)(ねい)(), parola formata da:

  • (てい)(ねい) cortesia, gentilezza utilizzata molto come aggettivo (てい)(ねい)gentile, premuroso, attento
  • () linguaggio, parola, lingua

Questa terza forma comprende gli ausiliari です e ます.

Questo tipo di linguaggio si usa in genere tra persone dello stesso livello sociale, tra pari e anche fra persone che non si conoscono bene.

Il linguaggio Teineigo rappresenta un modo più franco e informale nella comunicazione con l'altro.

Ecco 3 esempi che riassumono i 3 linguaggi:

  • ()ちになります l'altra persona aspetta: utilizzo del Sonkeigo, valorizzo l'altro
  • ()ちします io aspetto: utilizzo del Kenjōgo, mi pongo io in prima persona in maniera umile verso l'altro
  • ()ちます: io aspetto, modo di esprimersi cortese e più leggero, informale rispetto ai primi due

L’utilizzo corretto del linguaggio Keigo nelle sue sfumature è frutto di conoscenza, pratica e confidenza con la lingua giapponese.

Risulta complesso a volte per gli stessi giapponesi. Il consiglio per chi inizia lo studio della lingua è quello di utilizzare la forma in masu che risulta sempre discreta e cortese in ogni contesto e di imparare a riconoscere le forme Keigo assimilandole con gradualità.

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