Saluti in Giapponese: gli Aisatsu

Author Anna Baffa Volpe for article 'Saluti in Giapponese: gli Aisatsu'

Anna Baffa Volpe

14 min di lettura

こんにちは!

Eccoci oggi con alcune delle espressioni più comuni ed utilizzate nella lingua giapponese: si tratta degli (あい)(さつ) aisatsu, i saluti o convenevoli.

Il concetto di saluto nella cultura giapponese è diverso e per molti versi più profondo rispetto ad altre culture. Nel mondo occidentale usiamo il saluto quando incontriamo una persona, per educazione o per abitudine.

In Giappone l'aisatsu esprime l'importanza e il riconoscimento verso la persona cui è diretto

Vedrete infatti come alcune forme di saluto non siano facilmente traducibili nelle lingue occidentali.


Origine del termine "Aisatsu"

Il primo kanji della parola che indica i saluti è (あい) e traduce il concetto dell'avvicinarsi, del creare un approccio, dell'aprirsi, mentre il secondo kanji (さつ) si riferisce a qualcosa di "imminente".

Ambedue i kanji contengono l'elemento 扌 il quale rappresenta l'ideogramma per 手 mano e costituisce il radicale del kanji, cioè quell'elemento che ci dà informazioni sulla natura, sul genere o categoria dell'ideogramma.

Buongiorno - おはようございます!

O hayō gozaimasu! Buongiorno!

Il primo saluto del mattino, appena svegli oppure se salutiamo una persona che incontriamo durante la fascia oraria del mattino fino all'ora di pranzo.

Espressione proveniente dall'aggettivo in "i" 早い aggettivo hayai veloce, che traduciamo anche come avverbio presto, in anticipo.

Possiamo rendere il saluto con ben risvegliato!.

Grazie mille - ありがとうございます!

arigatō gozaimasu!

Forma nota anche tra chi non studia la lingua giapponese, è l'espressione che si utilizza per ringraziare: arigatō gozaimasu.

La gratitudine è una parola e un concetto molto amato nella cultura giapponese. Il suo kanji è (かん)(しゃ) e il verbo ringraziare diventa un "composto di suru", formato da sostantivo unito al verbo fare する:

  • (かん)(しゃ) する ringraziare
  • (あい)(さつ) する salutare
  • (かい)() する conversare

Anche in questo caso l'origine è un aggettivo in "i", arigatai che significa grato, riconoscente. Per questo aggettivo esistono anche i kanji relativi e il termine diventa (あり)(がた)い:

  • 有 indica l'esserci, l'esistere
  • 難い si riferisce alla difficoltà, a qualcosa difficile da trovare, da reperire, qualcosa di raro e prezioso per cui ci sentiamo grati

Nel linguaggio colloquiale sia per il saluto del mattino sia per la forma per ringraziare possiamo togliere la parte gozaimasu e abbreviare le espressioni in:

  • おはよう!O hayō
  • ありがとう!arigatō

Possiamo anche enfatizziare l'espressione ありがとうございます con どうもありがとうございます Dōmo arigatō gozaimasu.

Se voglio ringraziare per un'azione che si è svolta e conclusa nel passato, utilizzo il suffisso ました, la forma cortese al passato: ありがとうございました

Prego - どういたしまして

どういたしまして è una delle forme in risposta al grazie che sentirete spesso, ma non tutti prediligono questa espressione. Esistono infatti altre espressioni più "personali" e che esprimono meglio la riconoscenza e la gratitudine tra le parti:

(やく)()てれば
(うれ)しいです。

Sono felice se le sono d'aiuto.

(よろこ)んで
いただけて
(しあわ)せです。

Sono felice del fatto che abbia apprezzato.

Noi possiamo tradurre le frasi con non c'è di che, si figuri, di nulla.

Buongiorno - こんにちは!

Konnichi wa! Buongiorno!

Traduce il buongiorno nel corso della giornata, dopo il pranzo fino al tardo pomeriggio.

La parola trascritta in kanji diventa (こん)(にち)は e il suo significato è il giorno attuale, questo giorno, oggi. Per il saluto si utilizza in genere la trascrizione in hiragana, non si utilizzano i kanji.

La stessa parola ha anche lettura 今日(きょう) che significa appunto oggi come avverbio e in questo caso la trascrizione è con gli ideogrammi
saluti-giapponesi
Konnichi wa nel mondo

Buona sera - こんばんは!

Konban wa! Buona sera!

Se scriviamo e leggiamo il kanji abbiamo la vera traduzione (こん)(ばん)は, questa sera e, come per l'avverbio oggi, anche questo termine si usa per il saluto unito alla particella wa は, mentre da solo diventa un avverbio di tempo: nella serata di oggi, questa sera.

Buona notte - おやすみなさい!

O yasumi nasai! Buona notte!

(やす)yasumi signifca riposo, pausa, ferie, siesta e il suo verbo è (やす)yasumu (il termine contiene il kanji di riposo 休).

Anche in questa forma è stato utilizzato il "composto di suru". Il verbo fare する in questo saluto è rappresentato da nasai, ed è preceduto dal sostantivo (やす)み. nasai è in realtà una forma imperativa cortese: faccia un buon riposo.

In famiglia, con gli amici, e in genere in un contesto confidenziale si usa semplicemente おやすみ!, si toglie il verbo finale come per le espressioni precedenti

Piacere di conoscerti - はじめまして

hajimemashite Piacere di conoscerti

Ogni volta che si presenta la situazione di presentarvi ad una nuova persona, sia in ambito informale sia formale, si usa questa espressione:

(はじ)めまして、
()(なか)
です。

Sono Tanaka, piacere.

(はじ)めまして、
二コラ
です。
どうぞ
(よろ)しく。

Sono Nicola, piacere mio.

La cultura dell'inchino in Giappone

()()(ぶん)() è la cultura dell'inchino
L'inchino è intimamente connesso al concetto di aisatsu. E' un vero rituale e segue delle regole ben precise nella postura del corpo, nella posizione delle mani, nel tono della voce.

cultura dell'inchino
I vari tipi di inchino nella cultura Giapponese.

Ci vediamo dopo - いってきます!

Ittekimasu! Ci vediamo dopo, a dopo

Saluto che una persona volge quando esce (da casa,.

Ittekimasu significa "vado e vengo"

Dal verbo ()く (iku) andare nella sua forma in te, e dal verbo ()る (kuru) venire nella forma cortese in masu.

Ci vediamo dopo - いってらっしゃい!

Itterasshai! Ci vediamo dopo, a dopo

In questo caso la persona o le persone che rimangono nel luogo in cui si trovano salutano colui o coloro che stanno uscendo da quel luogo (casa, ufficio, studio, ecc.) per andare altrove e fare poi ritorno.

Anche in questa forma, abbiamo l'unione di 2 verbi:

  • ()andare, nella forma in te
  • いらっしゃる irassharu, forma onorifica di andare, venire, esserci

いってらっしゃい sottintende e significa anche ()()けてね!, che è una raccomandazione a prestare attenzione fuori, a stare attento.

Eccomi - ただいま!

Tadaima! Eccomi, sono rientrato/a

(あい)(さつ), saluto che si usa quando si rientra a casa, in ufficio, nel luogo lasciato per poi farvi ritorno.

Tadaima è in realtà un avverbio e significa proprio ora, adesso.

salutigiapponesi
Tadaima! Eccomi, sono rientrata! ガチャ onomatopea per il rumore della porta.

Ben rientrato - お帰りなさい!

O kaeri nasai! Ben rientrato/a

Chi rimane a casa o nel luogo, saluta in questo modo colui o coloro che fanno rientro.

Il verbo da cui deriva l'espressione è kaeru (かえ)ritornare, rientrare. La forma utilizzata (かえ)り è la B2 o base in "i" del verbo , unita a "nasai", l'imperativo in forma cortese del verbo fare.

Buon appetito - いただきます!

Itadakimasu! Ringrazio per il pasto che ricevo.

Traduciamo l'espressione come un buon appetito, ma in realtà questo breve termine è un vero e proprio verbo, i verbi del dare e del ricevere. In questo caso abbiamo (いただ)きます itadakimasu, forma in masu del verbo (いただ)itadaku, che significa ricevere, espresso in maniera umile e modesta rispetto al mio o ai miei interlocutori.

Ringrazio per il pasto che ricevo, ringrazio la persona che ha preparato con cura e offerto il pasto, ma la mia gratitudine si estende anche alla Vita e al Creato che mi offrono i loro frutti attraverso l'acqua, gli alimenti, il calore, l'energia e la natura

Grazie per il pasto - ごちそうさまでした

Go chisō sama deshita Ringrazio per il pasto ricevuto.

()(そう) chisō è il pasto delizioso, la leccornia, il pasto che si offre o che si riceve, il banchetto:

  • ()(そう)にする offrire il pasto a qualcuno
  • ()(そう)になる ricevere il pasto da qualcuno

e さま sono due elementi onorifici (prefisso e suffisso) che enfatizzano il valore del sostantivo cui si riferiscono, in questo caso il pasto. でした è la forma passata cortese del verbo だ, il verbo essere.

Per favore - おねがいします

O negai shimasu Per favore, per piacere.

(ねが)o-negai esprime il desiderio, la richiesta, la domanda, la preghiera fino ad arrivare alla supplica. します è la forma cortese di する.

Colloquialmente si dice anche おねがい!

Gratitudine - おせわになります

O sewa ni narimasu: ecco una delle espressioni non traducibili facilmente nelle lingue occidentali.

()() sewa è la cura, l'assistenza, l'aiuto, il prendersi cura di una persona
  • ()()する è il prendersi cura di qualcuno
  • ()()になる ricevere l'aiuto, la collaborazione da parte di qualcuno

O sewa ni narimasu esprime quindi la gratitudine verso una persona per la sua presenza in qualche situazione difficile, per il suo supporto, per la sua collaborazione.

Anche in questo caso possiamo utilizzare la forma passata お()()になりました e ringraziamo per qualcosa che abbiamo ricevuto nel passato dalla persona cui ci stiamo rivolgendo.

Mi affido a te - よろしく

Yoroshiku!

Se usiamo il termine così com'è siamo in ambito informale, tra amici e familiari e il significato è ti raccomando, mi fido di te, sono nelle tue mani, ti affido questa cosa da fare o risolvere. Ci affidiamo alla persona per qualcosa che abbiamo chiesto, per un favore chiesto o un problema da risolvere.

(よろ)しくお(ねが)いします è l'espressione completa e formale

Yoroshiku o negai shimasu esprime la gratitudine nell'affidarsi all'altra persona per una faccenda da risolvere, per un lavoro da compiere, per un favore che si chiede. Ringraziamo in anticipo, prima che l'azione si svolga.

Il verbo fare nella sua forma cortese します viene spesso sostituito dalla forma onorifica (いた)します itashimasu, soprattutto in forma scritta: (よろ)しくお(ねが)(いた)します

Congratulazioni - おめでとうございます!

O medetō gozaimasu! Congratulazioni! Auguri!

Come per はやい e ありがたい, anche qui abbiamo un aggettivo: めでたい medetai, che significa felice, gioioso, propizio, di buon auspicio.

Benvenuto - いらっしゃいませ!

Irasshaimase! Benvenuto, benvenuti, ben arrivati!

salutigiapponesi
Irasshaimase! Benvenuti!

irasshaimase è uno dei saluti che si imparano subito vivendo in Giappone. Ci viene rivolto ogni volta che entriamo in un negozio, ristorante o bar da parte del personale.

Deriva da いらっしゃる irassharu la forma del keigo, cioè del linguaggio alto, onorifico, aulico per i verbi "essere", "andare", "venire".

Mi scuso per averla fatta aspettare - おまたせしました

O matase shimashita! Il significato è mi scuso per averla fatta aspettare.

  • ()aspettare
  • ()たせる far aspettare, che è una forma causativa: far fare qualcosa a qualcuno, il verbo termina in seru o saseru

L'espressione quindi analizzata diventa

  • o: prefisso onorifico
  • matase: forma causativa
  • Verbo suru fare nella forma cortese passata

Questa espressione viene anche usata al telefono*, quando siamo in attesa e poi l'operatore ritorna e riprende la comunicazione, in tutti i casi dove si è verificata un'attesa.

salutigiapponesi
入荷しました! Pacco arrivato! Ci scusiamo per l'attesa.

Mi scusi - すみません

Sumimasen! Scusami, scusa, mi scusi.

Siamo in ambito delle espressioni in caso di meiwaku (めい)(わく), quando si reca fastidio o disturbo a qualcuno

すみません è un'espressione versatile: la si usa infatti in varie situazioni, sul treno per chiedere di passare, per chiamare il cameriere al ristorante, per richiamare l'attenzione di qualcuno.

Scusa - ごめんなさい

Gomen nasai Scusa.

E' un termine informale per scusarsi. Lo si utilizza per lo più con amici, familiari, persone con cui si ha confidenza. Spesso lo si abbrevia in:

  • ごめん!
  • ごめんね!

Mi perdoni - しつれいします

Shitsurei shimasu Mi scuso, mi perdoni

L'espressione deriva da (しつ)(れい) shitsurei: scortesia, indelicatezza.

Fare shitsurei significa chiedere scusa per un'azione ritenuta scortese o comunque di disturbo.

Se entro in una stanza occupata per prendere qualcosa faccio shitsurei verso le persone presenti; oppure se devo interrompere qualcuno mentre sta parlando.

salutigiapponesi
O saki ni shitsurei shimasu!

"Saki ni" per scusarsi

(さき)(しつ)(れい)します。 Faccio shitsurei o saki ni (che significa prima, in anticipo rispetto agli altri), quando ad esempio esco prima dal lavoro o lascio il gruppo prima degli altri per una qualche motivazione.

Se ci scusiamo per qualcosa che è avvenuta in un tempo passato utilizziamo come abbiamo visto in precedenza la forma cortese al passato di ます cioè ました: (しつ)(れい)しました.

もしもし

moshi moshi Pronto?

salutigiapponesi
Pronto, sono io...

Frase che si usa in particolare quando si risponde al telefono.

Se invece siete tra amici e vi sentite dire moshi moshi? allora vuol dire che siete sbadati in quel momento e la persona sta cercando di richiamare l'attenzione: mi stai ascoltando, ci sei?.

A dopo - またね!

Mata ne a dopo, ci vediamo dopo, alla prossima.

E' un saluto informale, utilizzato quindi tra amici e nel contesto della famiglia

salutigiapponesi
Sayonara, arrivederci!

Potremmo andare avanti ancora molto nelle sfumature degli aisatsu nella lingua giapponese. Per ora ci fermiamo qui, dato che abbiamo visto già molti dei saluti principali degli aisatsu.

Vi auguro una buona continuazione in questo percorso di piacevole studio! お元気で頑張ってね!

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